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Questione nomina scrutatori, scontro in casa PD. Cosa dice la norma

I cittadini monrealesi hanno assistito inermi in questi giorni ad una serie di botta e risposta tra membri di maggioranza ed opposizione e ancora, tra membri dello stesso schieramento. Il tema, divenuto bollente soprattutto all’interno del Partito Democratico monrealese, è quello della scelta degli scrutatori in occasione del referendum abrogativo che si svolgerà il 17 aprile prossimo.

Il caso. Il 23 marzo si è riunita la Commissione Elettorale Comunale, presieduta dal Sindaco Piero Capizzi e composta dai consiglieri comunali del PD Manuela Quadrante, Mimmo Vittorino e dal consigliere comunale Filippo Giurintano schierato tra le fila di Alternativa Civica.
Come si evince dal verbale, il consigliere Quadrante ha proposto alla commissione “il metodo del sorteggio integrale per i 108 nominativi” ma i componenti della commissione hanno scelto di “attenersi a quanto previsto dalla legge” e non hanno accolto la proposta del consigliere Quadrante. Sono stati così nominati i 108 scrutinatori all’unanimità, tra i 3557 inseriti nelle liste dell’albo unico degli scrutatori.
La norma di riferimento, menzionata anche nello stesso verbale, è l’articolo 6, comma 2 della Legge 8 marzo 1989, numero 95.

Gli uffici del comune di Monreale hanno confermato quanto espresso dalla legge, cioè che gli scrutatori sono nominati dalla commissione comunale elettorale. L’ufficio elettorale, per la riunione del 23 marzo scorso, si era anche preparato ad una eventuale decisione da parte della commissione di effettuare un sorteggio a carattere ufficioso ma, come è ormai noto, la commissione ha deciso di adeguarsi alla norma e procedere alle nomine.

“La normativa nazionale – secondo quanto si apprende dagli uffici del comune di Monreale – che si applica anche per il referendum abrogativo del 17 aprile, prevede la nomina diretta”. Secondo l’ufficio inoltre il sorteggio è previsto solo nel caso di elezioni a carattere regionale, come prevede la norma della Regione Siciliana. “Nulla vieta – viene affermato dagli uffici – che ogni membro della commissione si organizzi all’interno del proprio partito, attraverso un sorteggio, per individuare gli scrutatori. L’importante è che non avvenga un sorteggio pubblico come avviene quando a valere è la normativa regionale”.
Quale sarebbe stata una possibile soluzione? Ogni membro della commissione o il partito di appartenenza avrebbe potuto effettuare un sorteggio prima della riunione di commissione e presentare i nomi già sorteggiati in precedenza.

Chi sono i vinti ed i vincitori dello scontro politico infiammatosi in questi giorni?

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