A Monreale 5 milioni di euro per la riqualificazione del Cres, sarà la sede del Cefpas

Nell’area del Palermitano, in particolare, sono stati inseriti una serie di investimenti importanti

Il Cres di Monreale, struttura che si trova in via Regione Siciliana, abbandonata da anni, destinata a diventare la nuova sede del
Cefpas. Si tratta di un grande c’è reo di formazione di sanità, formazione manageriale in Sicila. Lo prevede la Regione che ha messo sul piatto oltre 5 milioni di euro per la sua riqualificazione.

Il Cres di Monreale è abbandonato e sottoposto al degrado ormai da molti anni. L’ex sede del Centro Regionale Elettronico per la Sicilia è stata preda di atti di vandalismo e continui furti di rame.

Negli scorsi anni le amministrazioni comunali avevano provato a dare una spinta alla sua riqualificazione ma, visti gli alti costi di ristrutturazione insostenibili per le casse comunali, i progetti sono rimasti chiusi nel cassetto. La Regione aveva anche trasferito il possesso di una grossa porzione di struttura al Comune di Monreale, salvo poi riprenderne le redini a progetto fallito.

Ora, grazie a corposi investimenti, da parte della Regione per la sanità siciliana, il Cres di Monreale torna di nuovo sulla scena.
“Oggi raccogliamo il felice risultato di un lungo ed impegnativo lavoro – riferisce il sindaco di Monreale – . Continua a crescere l’entusiasmo per un progetto di crescita e di rilancio della nostra Città in cui ognuno è chiamato a contribuire. È dovuto il ringraziamento per l’operato dell’Assessore Ruggero Razza che ancora una volta ha mostrato grande attenzione per questo territorio”. 

Il governo Musumeci ha reimpiegato oltre 120 milioni di euro, derivanti dalla certificazione del programma europeo 2007-2013, in un Piano che prevede complessivamente 34 interventi su tutto il territorio regionale.

“Questo ulteriore programma – spiega il presidente Nello Musumeci – ci consente di proseguire l’azione di rinnovamento della edilizia e delle tecnologie sanitarie dell’Isola con il preciso obiettivo di far recuperare alla Sicilia il troppo tempo perduto”.