Arte e cultura

Il pioppese Antonio Carlotta assiste l’artista Igor Palminteri, mega murale allo Sperone dedicato ai bambini (VIDEO)

C’è anche la mano del pioppese Antonio Carlotta nel bellissimo murale che l’artista Igor Scalisi Palminteri ha realizzato in una palazzina del quartiere Sperone di Palermo. Un’opera che trasmette un messaggio davvero forte realizzata con l’aiuto di Antonio, creativo monrealese, componente del Comitato Pioppo Comune, che di dedica anche ad assistere Palminteri.

Il murale è un bambino con le braccia alzate, le palme delle mani in su, i piedi incrociati. Ma lo sguardo non è sconfitto, anzi sembra sfidarti, perché lui, la croce che si allunga come un’ombra sullo sfondo, la vorrebbe tenere alle spalle. Un’opera che l’artista dedica a tutti i bambini e le bambine. “Perché sono la nostra unica possibilità – dice Palminteri -, per costruire insieme una visione nuova, una Palermo possibile che riesca a guardare alla bellezza e al futuro”.

L’opera è stata eseguita sul muro di 18 metri di una palazzina dello Sperone, a pochi passi dalla scuola ICS Sperone-Pertini, vandalizzata durante il lockdown, è uno dei simbolo di questa difficile ripartenza. Per ricordare al mondo che i bambini non devono soffrire, e non solo a Palermo. “Io SONO te” è stato suggerito all’artista proprio da un suo piccolo amico che una volta lo ha aiutato con pennelli e colori. E dalla voglia di dire no a chi non dedica la giusta attenzione ai più piccoli.

Igor Scalisi Palminteri spesso ha “usato” muri dei quartieri popolari per interventi di riqualificazione urbana, dal forte messaggio emotivo. In questo caso il progetto, supportato da Beyond Lampedusa, Fondazione Sant’Elia ed MLC, è nato in seno al movimento sociale ONE Voice. Questo murale è nato da uno sguardo, un’immagine in un soffio, che si è saldata quasi naturalmente all’iconografia cattolica della Croce. “Un bambino con le braccia alzate – spiega l’artista -: ci chiede aiuto, o ci invita a volare alto, sopra il cemento di un quartiere trascurato, sopra lo sporco che sta fuori e dentro di noi. E non parlo solo delle istituzioni, ma di una società che non è attenta ai più deboli. Spero tanto che questo dipinto sia di buon auspicio perché l’ombra della croce possiamo un giorno mettercela alle spalle”.

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