Oltre 3mila per Alex, l’urlo di Monreale contro la violenza

Oltre tremila persone chiedono su Facebook “Giustizia per Alex”. Così si chiama il gruppo nato in questi giorni sul social network e che ha visto una crescita incredibile, oltre ogni aspettativa. In tanti sono a pregare che il ragazzo, pioppese, 27 anni, ce la faccia e possa tornare ad una vita normale.

Il giovane – il suo nome è divenuto ormai di dominio pubblico – è la vittima di una grave aggressione subita a Monreale nel corso della serata del 16 settembre, nei pressi della fermata AMAT del 389, in via Benedetto D’Acquisto. Un uomo di 43 anni è stato fermato dai Carabinieri di Monreale perché ritenuto responsabile dell’aggressione al 27enne. Denunciato al Tribunale dei minori anche il figlio 17enne. Il padre, dopo due giorni di misura cautelare in carcere, è stato scarcerato dal Gip di Palermo ed è stato posto ai domiciliari in attesa che le indagini sul caso di violenza vengano chiuse. Fondamentale sarà anche la testimonianza del giovane e dei presenti all’aggressione.

Monreale intanto cerca di reagire dopo il grave episodio e prega per il giovane ancora ricoverato in ospedale. Per questo è sorto su Facebook il gruppo
“Giustizia per Alex”, che conta già oltre tremila sostenitori. Decine i messaggi rivolti al giovane.

“Alex oggi c’è il sole – scrive Benedetta – , ecco ti prego fallo risplendere nel tuo cuore e esplodi con la tua forza quella che già ci hai fatto vedere altre volte. Non sei SOLO, ti aspettiamo, i nostri cuori sono rivolti a TE, li senti? Sono tanti tanti. Dio ti prego ascolta le nostre preghiere siamo in tanti in una voce sola che arriva te come un uragano non puoi non sentirla quindi ti prego esaudisci questa preghiera e non lasciarlo solo lì in ospedale tienigli la mano e dagli la forza”.

“Io e Massimo non vediamo l’ora di sentirci chiamare da te per scambiare due chiacchiere e fumare una sigaretta come era nostro solito fare … Torna presto”. Questi e altri sono i pensieri lasciati dagli amici del ragazzo in attesa che le sue condizioni di salute possano migliorare. Un gruppo in cui non si parla di odio nei confronti dei presunti responsabili ma di amore e nonviolenza. Unica arma contro la sopraffazione.