Settimana di Musica Sacra di Monreale, Sir John Eliot Gardiner sostiusce il maestro Ton Koopman

Sir John Eliot Gardiner replica a Monreale con coro e orchestra in sostituzione del maestro Koopman

Sir John Eliot Gardiner sostituirà il maestro Ton Koopman nel concerto di stasera, martedì 6 ottobre, a causa dell’indisposizione che l’ha tenuto lontano da Monreale, nel terzo concerto della Settimana di Musica Sacra di Monreale, in un’edizione 2020 voluta dalla Fondazione orchestra sinfonica siciliana di ampio respiro internazionale.

Con il maestro inglese, ancora una volta, e in via del tutto eccezionale, il pubblico che sarà presente a Monreale potrà apprezzare le performance del Monteverdi Choir e dell’ English Baroque Soloists. Il programma prevede: “Adoramus te, Christe”, SV 289, “Christe adoramus te”, SV 294 di Monteverdi; di Purcell, “Funeral Sentences”, Z. 860: Man that is born of a woman, Z. 27, In the midst of life, Z. 17°, Thou Knowest, Lord, Z. 58c; di Monteverdi, “Domine ne in furore”, SV 298, “Nisi Dominus””; di Purcell, Remember not, Lord, our offences, Z.50; Blow Salvator mundi; Cavalli, Salve Regina a 4; Monteverdi, Coro in cielo, Act 3 scene XII, “Il ritorno d’Ulisse in patria”, SV 325.

Esecutori musicali: Monteverdi Choir, soprani: Emily Armour, Angela Hicks, Laura Jarrell, Charlotte La Thrope, Gwendolen Martin, Emily Owen; contralti: Francesca Biliotti, Alexander Chance, Sarah Denbee, Simon Ponsford; tenori: Peter Davoren, Jonathan Hanley,Thomas Herford, Graham Neal; bassi: Alex Ashworth, Robert Davies,Lawrence Wallington, Christopher Webb. English Baroque Soloists: Viola da gamba, Kinga Gáborjáni, contrabbasso, Valerie Botwright, tiorba, Eligio Luis Quinteiro; organo, James Johnstone. Quest’ultimo, che è stato allievo del maestro Koopman, farà vibrare le corde dell’antico organo di San Martino delle Scale, nel concerto di domani sera, in sostituzione del suo maestro.

Intanto, ieri sera, ottima esecuzione dell’Orchestra sinfonica siciliana, diretta dal maestro Flavio Colusso. Le musiche di Scarlatti e il “Quid agis cor meum”, riadattato per il duomo di Monreale da Colusso hanno incantato il pubblico presente. Nell’introdurre il concerto, il maestro ha voluto sottolineare l’importanza che Monreale ha avuto nella sua vicenda biografica: “Sono stato qui nel 1985, un periodo che per me ha avuto un significato di rinascita fisica e spirituale. Ritrovarmi nello stesso luogo, in questo periodo di prova e di difficoltà collettiva, è un momento di grande gioia. Lasciamo che le musiche del vostro Scarlatti scavino nell’anima, come pochi altri sanno fare”.